Ghiaccio, neve e fenomeni invernali: una piccola guida per orientarsi in italiano standard, tedesco ed inglese. [slideshow]

Ghiaccio e neve… il 14 febbraio?

Nonostante qui nel quartiere di Glansiedlung (fra Salisburgo, Wals e Grödig) ci sia da ieri “odore di primavera”, meteorologicamente e pure astronomicamente siamo ancora in inverno. Infatti, mi è capitato parecchie volte di trovare la mattina una coltre bianca a tradimento perfino a marzo od aprile, a prescindere dal meteo delle settimane precedenti: ricordo con, ahem, dispiacere il 2 aprile 2013 qui in Austria – n.b., non siamo sulle Alpi, dove nevica pure a maggio e in agosto – e pure una nevicata con annessa gelata e danni ai frutteti in aprile a Modena negli anni Novanta. Magari qualcuno saprà aiutarmi e mi permetterà di ricostruire la data precisa.

Come mai tutta questa tiritera?

Beh, per presentarvi la mia mini-serie di immagini/carte/card/Karten con le principali definizioni dei fenomeni tipici dell’inverno, ecco perché!

Termini di non facile comprensione

Questa serie di immagini nasce dalla constatazione del grande numero di parole in lingua standard offerte dal tedesco per descrivere “gelate”, nevicate ed altre complicazioni della stagione invernale: vi sono fra questi termini quelli che descrivono manifestazioni atmosferiche, ma vi sono anche fenomeni causati più dall’impronta dell’uomo.

Ho anche pensato al lato multiculturale ed interculturale della cosa: soprattutto fra i madrelingua italiani ed inglesi, vi sono parecchie persone che non necessariamente hanno dimestichezza con questi termini a causa della mancata familiarità con i fenomeni stessi. Ho avuto recentemente diversi studenti italofoni di tedesco e anglofoni di italiano che mi hanno fatto notare questa cosa.

Lo stesso problema può presentarsi durante la gestione di un progetto di traduzione: basta un project manager o un correttore di bozze o un curatore/editor con un retroterra diverso, ed ecco che occorre creare un punto di partenza comune per capirsi (e per accordarsi sulla terminologia da adottare).

Certo, nella mia madrelingua, l’italiano, conosco tante altre parole oltre a quelle elencate qua, e alla stessa maniera il tedesco e l’inglese non si esauriscono qui, ma andrei poi a citare varianti regionali, semi-dialettali e pure dialettali tout court. Il tedesco standard va, in questo campo, a battere pure l’inglese quanto a ricchezza. Spero così di aver accontentato l’utente Quora tedesco che ha commentato una mia risposta dichiarandosi “irritato” dalla stima sul lessico inglese: ecco che finalmente il tedesco batte l’inglese!    😉 Scusate, ma non resisto alla tentazione di fare una battuta!

Torniamo alle cose serie: ecco la slideshow… pardon, ecco le diapositive digitali già montate!

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Come spiego anche nelle immagini, non ho messo ogni singolo termine conosciuto (ce ne sono altri), e ho evitato gli usi eccessivamente impropri o eccessivamente specialistici (che avrebbero reso il lavoro di riassunto e di pseudo-grafica praticamente eterno).

Per chi volesse scaricare le immagini, consiglio di andare al post su Facebook (e magari lasciatemi un “mi piace”, commentate, fate conoscere la pagina… 🙂 ): http://bit.ly/2N6MfgZ. Tutto gratis, nessun trucco, nessuna trappola (ma è tutto firmato dalla sottoscritta).

Le fonti della mia ricerca? Ricerca applicata sul campo, cioè la vita a Modena, a Wals/Salisburgo e i periodi semi-nomadi in Germania e Gran Bretagna, nonché una ragionata consultazione analitica-comparata di Wikipedia nelle tre lingue ed infine questa risposta data su Quora inglese: What is the difference between sleet, snow, hail, and freezing rain? by Sonnet Fitzgerald

Fatemi sapere cosa ne pensate!

P.S. prossimamente il blog cambierà server, e potrebbero cambiare diverse cose, fra cui l’aspetto grafico!

Perdincibacco*, le copertine tedesche!

* Questa per i Romani sarebbe stata una bestemmia! 🙂
Attenzione: post ad alto tasso di vitriolo oltre che di sarcasmo!

Come se traduttori/traduttrici, insegnanti di lingua e tutto l’universo di professionisti che lavora nella comunicazione in un contesto interculturale non venissero già abbastanza insultati dalla miriade di a) improvvisati, b) marchettari che si inventano miti pur di lanciare pseudo-corsi e app mediante ripetitivi copywriting o tristissime tattiche da PNL, nonché c) informatici e programmatori che si credono linguisti perché hanno lavorato a programmi per la traduzione automatica o assistita o ad app per imparare le lingue…

… l’ennesimo schiaffo a queste categorie arriva da una rivista edita da una casa editrice berlinese. La casa editrice in questione sembra anche volersi porre sul mercato come un attore di valore, a giudicare dalle parole usate nel presentarsi, che traduco e cito: “numerose pubblicazioni di alta qualità”. Ora, io ci voglio anche credere, ma se poi se ne escono con:

Imprecazione blasfema su rivista tedesca
Perbacco, porcapaletta, poffarbacco, un omicidio. Vittima la professionalità di migliaia di traduttori, insegnanti, mediatori interculturali italiani, alcuni dei quali magari fanno la fame a Berlino… 

… beh, qualche dubbio mi viene!

Siamo tutti umani: io stessa ho pubblicato libri nei quali, a distanza di anni, trovo errori di battitura o editing lasciati a metà nonostante alcune opere siano state curate e controllate da almeno 5-6 persone. La legge di Murphy, inoltre, enuncia che in questo stesso testo ci saranno almeno 5-6 refusi o editing lasciati a metà.

Qui, però, il sospetto è che le cose siano andate in maniera diversa: secondo me, si sono affidati all’amico o allo stagiaire o alla risorsa interna a vario titolo che aveva dichiarato, che so, di aver fatto l’Erasmus in Italia, o di avere clienti/amici nel Bel Paese. Il/la responsabile ha sentito usare il madonnone come intercalare e ha pensato che fosse un’espressione tipo ach o zum Donnerwetter

Immagino la conversazione nell’ufficio berlinese (o su Skype):  “Il mio amico Lorenzo di Livorno tutte le volte che c’è coda o che si fa male dice ***… il mio italiano è sssstrabiliante! Fa un sacco madrelingua!” e… bam! Bestemmione in prima pagina. Mi astengo dal condire la scenetta con intercalari tedeschi, in quanto gli intercalari salisburghesi, che utilizzo regolarmente, in bocca ad un berlinese suonerebbero come un intercalare barese in bocca ad un pavese.

Immagino anche che una buona parte della responsabilità sia da ricondurre al marchètting… ahem, marketing di molti “colleghi” del settore linguistico, per i quali grammatica e traduzione sono sempre vietate perché bloccano il discente che, invece, deve interiorizzare la nuova lingua. Sono io contraria all’incentrare una lezione di lingua straniera sulla conversazione più che su teorie e spiegazioni? Ovviamente no, anzi, sono nota per far parlare da subito gli studenti! Sono contraria a bandire totalmente dalle lezioni quelle basi di grammatica e quelle traduzioni o spiegazioni interculturali necessarie a far capire allo studente a fine lezione cosa ha fatto per tre quarti d’ora o un’ora e mezzo con me? Sì, perché… beh, poi escono cose come quelle sopra (o come le mitiche traduzioni automatiche).

La cosa più buffa? Una bestemmia è punibile con una multa in Italia ed Austria, e con della galera (il reato è “blasfemia”) in Germania.

Io sono assolutamente contraria alle leggi anti-blasfemia; tuttavia, sinceramente, settori quali editoria e giornalismo sono ormai pieni zeppi di improvvisati e infestati da stipendi e tariffe da fame che, forse, una bella punizione esemplare per ricordare che chi risparmia sulla qualità paga poi in altro modo male non farebbe.

Questo senza neanche menzionare il fatto che io non mi sognerei mai di scrivere una cosa del genere su una copertina – e io non sono credente, per intenderci -. A meno che non sia una pubblicazione, che so, di humor nero, o per militanti anticlericali… insomma, una produzione a diffusione ben mirata e limitata.

Mi rimane un ultimo sospetto, dalle tonalità decisamente andreottiane: che costoro sapessero benissimo cosa stavano scrivendo e abbiano contato sulla puntuale reazione mediatica di noi italiani, famosi per far schizzare in alto le statistiche di ogni sito web o pagina di social media anglosassone o germanica che osi cucinare male roba italiana.

Voi che dite?

p.s. Se vi incuriosisce il tema “imprecazioni e traduzioni”, qui una mia risposta su Quora in lingua italiana: https://it.quora.com/Come-si-traducono-in-italiano-vecchi-modi-di-dire-americani-come-gee-wiz-o-holy-mackerel/answer/Felicita-Ratti 

p.p.s. nelle prossime settimane il blog verrà trasferito su un altro server, e pertanto potrebbe non essere disponibile per qualche giorno, ma torno!

 

 

 

Ferragosto – Was ist das?

Englische Version – versione inglese

Wenn Sie mal in August in Italien waren, oder wenn Sie italienische Kunden oder Lieferanten haben, oder wenn Sie in der touristischen Branche tätig sind und was mit Italien/ItalienerInnen/dem italienischen Markt zu tun haben, oder wenn Sie Italienisch lernen…

… dann haben Sie mal bestimmt von Ferragosto gehört!

Ferragosto ist der italienische Name für den Feiertag am 15. August. Obwohl die aktuelle Grundlage für den Feiertag christlich/katholisch ist (Mariä Himmelfahrt), ist der Ursprung eigentlich „heidnisch“, oder zumindest weltlich (bzw. Feriae Augusti, Festtag des Augustus).

Dieser Tag war früher der Höhepunkt der Sommersaison. Sogar jene, die sich nicht gerade im Urlaub befinden, planen für den heutigen Tag was Besonderes, wie z.B. una grigliata (eine Grillparty), una gita (einen Ausflug), oder einfach etwas, um den Tag zu genießen.

Städte und Dörfer veranstalten oft was Besonderes: Feste, Ausstellungen, Märkte…

ItalienerInnen gingen traditionell massenweise in August auf Urlaub, weil Fabriken in der ehemaligen industriellen Macht (potenza industriale) Italien früher komplett wochenlang schlossen. Weiterhin arbeiten wurde für sinnlos gehalten, da die meisten Kunden und Lieferanten ebenfalls zu hatten, und ebenfalls sinnlos schien das Trennen von Familien (ein Teil im Urlaub, ein Teil in der Arbeit) zu sein.

Da die Gesellschaft am Wandel ist, kann man heute trotzdem ein paar Leute finden, die arbeiten (man kann dann in den Urlaub fahren/fliegen, wenn alles etwas günstiger und weniger überfüllt ist), oder die zuhause ohne Pläne geblieben sind (z.B. sie finden Brauchtum langweilig, oder können sich nichts Anderes leisten).

Ferragosto – what is that?

(German version – versione tedesca)

If you have ever been to Italy in August, or if you have Italian customers or suppliers, or if you work in tourism and have something to do with Italy/Italians/the Italian market, or if you are learning Italian…

… you might have heard about Ferragosto!

Ferragosto is the Italian name for the bank holiday on the 15th August. Although the current reason for the day being a holiday is Christian/Catholic (the Assumption of Mary), the roots of this public holiday are “Pagan”, or at least secular (Feriae Augusti, festival of Emperor August).

The day used to mark the culmination of the summer holiday season. Even Italians who are not on holiday usually plan something like una grigliata (a grill party), una gita (a trip), or anything else to enjoy the day.

Cities, towns, and villages still organize several things to do – feasts, fairs, markets…

Italians traditionally went on holiday en masse in August because most factories in former “industrial power” (potenza industriale, major industrial country per output and major industrialised country) Italy used to close for weeks. It made no sense to work if customers and suppliers were closed, and it made no sense to have families split – some members on holiday, some others at work.

Since things are changing, you might now find a few people at work (willing to go on holiday when things are cheaper and places are not as overcrowded), and many people still at home with no plans whatsoever (bored by traditions, or unable to afford anything else).